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Laura Bisotto, una cafoscarina sul tetto del mondo

Essere un buono studente e coltivare le proprie passioni sono capacità che pochi hanno saputo acquisire nel corso della propria carriera accademica.
Soprattutto se la tua passione è il pattinaggio artistico a rotelle e sei impegnata 5 giorni alla settimana per prepararti ai campionati del mondo di gruppi spettacolo: lo sa bene Laura Biasotto, studentessa dell’Università Ca’ Foscari Venezia che tra poco si laureerà al corso di laurea magistrale in Marketing e Comunicazione.

La passione è iniziata a 4 anni quando per la prima volta inizia a pattinare con la società del suo paese a S. Stino di Livenza (VE). Nel 2007 però la società fallisce e decide quindi di provare con il “Pattinaggio artistico Portogruaro” che, dopo un “provino”, la inserisce nel proprio gruppo spettacolo, Division, ed iniziano così le gare nella categoria Piccoli Gruppi (dalle 6 alle 12 persone in pista dai 15 anni in poi).

Le soddisfazioni arrivano già l’anno seguente quando il gruppo si qualifica 4° al campionato europeo ad Hanau (Germania), ma è nel 2009 che Laura, con il suo gruppo, riesce a dar vita al sogno a cui ogni atleta aspira: la vittoria del campionato del mondo a Friburgo. Negli anni a seguire i successi non si fanno attendere e la squadra raggiunge posizioni di prestigio sia in campo nazionale che internazionale. Nell’ultimo triennio 2013-2015 il Piccolo Gruppo Division vince tutti i campionati del mondo, Taipei (Taiwan), Reus (Spagna) e Cali (Colombia), uno dopo l’altro, conquistando anche il record di vittorie mondiali consecutive per questa categoria.

Ma come è possibile combinare passione e impegno universitario con così tanto successo?

“Avere 5 allenamenti alla settimana, dalle 20:00 alle 23:30 ti porta inevitabilmente ad imparare ad organizzare il tuo tempo. Il pattinaggio comunque lo ritengo anche una valvola di sfogo dalla mia carriera universitaria. Anche le mie compagne studiano e lavorano oltre a pattinare: ci capiamo quindi a vicenda e ciò giova al nostro spirito di collaborazione.”


Gruppo


Come pensi di proseguire con la tua carriera sportiva?

“A marzo mi laureerò quindi ho pensato di continuare con il pattinaggio almeno per un altro anno. Abbiamo già iniziato la preparazione per la prossima coreografia: a febbraio ci saranno i campionati regionali, a marzo quelli italiani, gli europei a maggio in Portogallo e infine i mondiali a settembre qui in Italia. Ovviamente bisogna qualificarsi a tutti gli step e ogni anno è sempre più difficile, il titolo di campioni del mondo uscenti infatti non ci dà il diritto a presentarci alle competizioni internazionali senza aver partecipato prima alle fasi nazionali”.

Per la tesi prenderai spunto dalle tue passioni o hai deciso di fare qualcosa di completamente differente?

“In realtà la mia tesi verterà su un argomento che non ha nulla a che vedere con il pattinaggio: ho iniziato da qualche mese a lavorare con il mio relatore, prof. Giovanni Vaia, su wearable technology, in particolare sugli occhiali a realtà aumentata. La mia famiglia ha un’attività nel settore dell’occhialeria ed è da qui che è nato il mio interesse per questo strumento innovativo.
Con il professore stiamo studiando se questi dispositivi siano veramente pronti per il mercato. In questo periodo ho avuto modo di intervistare anche delle aziende italiane che li producono e altre che hanno provato a utilizzarli nei loro punti vendita. Alcuni feedback sono stati discordanti, ma in generale questi prodotti hanno ancora un problema di portabilità dovuta al peso eccessivo, una fragilità meccanica e anche problemi dovuti all’invasione della privacy.”

Programmi per il prossimo anno?

“Il mio primo grande obiettivo ovviamente è riuscire a laurearmi, sono abbastanza scaramantica e finché non vedrò nel sito dell’università la data in cui esporre la mia tesi non riuscirò per nulla a stare tranquilla. Poi, come ho detto, continuerò con dedizione la mia passione in modo da concludere la mia attività sportiva nel migliore dei modi. Infine, mi piacerebbe trasferirmi un periodo all’estero per accrescere il mio bagaglio personale e imparare bene l’inglese in modo da affacciarmi al mondo del lavoro con una formazione più completa. In tutto ciò, anche se sono una persona determinata, spero sempre in un pizzico di fortuna affinché tutto possa andare per il meglio: quella non guasta mai”.


Laura biasotto primo piano


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